Paratici ha espresso gratitudine verso la famiglia Commisso e il Tottenham durante la sua presentazione ufficiale. Il nuovo dirigente viola ha dichiarato di aver scelto la Fiorentina il 16 dicembre, quando la squadra occupava l’ultimo posto con soli 6 punti. Una decisione che poteva sembrare incosciente, ma rappresentava una scelta coraggiosa. Ha sottolineato come la società possegga infrastrutture di eccellente qualità e una città dal respiro internazionale.
Il dirigente ha ricordato con affetto il compianto presidente Rocco Commisso, scomparso lo scorso 16 gennaio. Ha precisato che non fu Commisso a convincerlo, bensì lui stesso dovette persuadere il patron a ingaggiarlo, data la statura del presidente. Paratici era già determinato quando Commisso gli ha proposto il progetto, dimostrando fiducia piena nella visione del club.
Relativamente all’obiettivo della salvezza, Paratici ha ribadito la sua convinzione pur chiarendo che la scelta va oltre la mera categoria sportiva. Ha firmato un contratto di quattro anni e mezzo senza clausole di recesso in caso di retrocessione. Questo impegno riflette la determinazione nel progetto a lungo termine, indipendentemente dalla situazione attuale della classifica.
Il direttore sportivo ha evidenziato l’importanza di focalizzarsi nei prossimi quattro mesi sulla salvezza, affrontando le difficoltà con realismo. Successivamente si concentreranno sulla costruzione del futuro. Ha espresso apprezzamento per la pressione dell’ambiente fiorentino, considerandola uno stimolo positivo per elevare la qualità del lavoro quotidiano.
Riguardo all’allenatore Paolo Vanoli, Paratici ha manifestato stima e fiducia. Ha definito il tecnico come il “Re Leone” dello spogliatoio, il quale mantiene completa autorità decisionale. Ha sottolineato che la sua funzione e quella dello staff è supportare Vanoli, non sostituirlo, confermando piena concordia sulla conduzione della squadra.




